Pavia Monumentale

Documento trasmesso da

ASSOCIAZIONE AMICI DELLA TORRE – PAVIA MONUMENTALE

 

All’amministrazione provinciale di Pavia, piazza d’Italia.

 

 

All’attenzione:

 

dell’Assessore alla Cultura Dott. Milena D’Imperio

dell’Assessore al Turismo Dott. Emanuela Marchiafava

del Dirigente Settore Cultura Dott. Antonio Sacchi

 

 

Pavia, 10 novembre 2011

 

Facendo seguito alle Vostre richieste espresse nel colloquio avuto con i rappresentanti della nostra Associazione tempo addietro, Vi trasmettiamo il dossier relativo allo stato della Certosa di Pavia, contenente i punti critici nella manutenzione e nella gestione del monumento e alcune proposte di soluzione tese a rendere il complesso dell’Abbazia fruibile ai massimi livelli da parte dei turisti e ad approntare un collegamento turistico con la città di Pavia.

In attesa di una Vostra risposta e di un nuovo incontro presso l’Amministrazione Provinciale, che richiederemo a breve, confermiamo la disponibilità alla collaborazione e inviamo i più cordiali saluti.

 

 

Associazione Amici della Torre – Pavia Monumentale

 

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LA CERTOSA DI PAVIA :

PUNTI CRITICI, POSSIBILI SOLUZIONI E INTERVENTI

 

 

La Certosa di Pavia, ("Certosa Facciata" e "Certosa Cortile Interno" in allegato) il complesso monumentale più insigne della nostra Provincia, versa attualmente in uno stato complessivo di degrado al quale è necessario porre rimedio immediatamente onde scongiurare danni che potrebbero comprometterne in maniera rilevante il recupero e la fruizione da parte dei numerosissimi visitatori. In particolare riteniamo opportuno segnalare alcune emergenze che necessitano di interventi assolutamente necessari:

 

  • I tetti delle antiche celle monacali risultano sfondati.
  • Lo spazio dell’abside della Basilica è inagibile perché in pessimo stato di conservazione.
  • Analogamente risultano chiusi al pubblico per la medesima ragione il cimitero e alcune cappelle laterali contenenti i dipinti di Ambrogio da Fossano e Bernardino Luini.
  • Gli affreschi sotto i portici, opera di Daniele Crespi, sono orribilmente deturpati da graffiti.
  • Numerose statuine risultano mozzate o deturpate.
  • Le cappelle del transetto, in pessime condizioni, sono chiuse a giorni alterni.
  • L’intero insieme versa in una condizione di abbandono e sporcizia.
  • Da tempo non è stata approntata alcuna opera di restauro.
  • L’impianto elettrico e i dispositivi di sicurezza non sono a norma.

 

Pertanto riteniamo necessario approntare in tempi brevi un intervento complessivo di recupero del monumento al fine di scongiurare la perdita definitiva di testimonianza architettoniche e pittoriche di tale pregio.

 

In secondo luogo, tutti gli aspetti riguardanti la gestione economica, il progetto culturale e i servizi accessori per i visitatori si rivelano assenti e neppure lontanamente paragonabili con quelli forniti dai complessi analoghi presenti sul territorio nazionale, come l’Abbazia di Fiastra nelle Marche.

Pertanto è altrettanto indispensabile l’organizzazione di alcuni servizi elementari e presenti in qualsiasi museo, anche di molto minor pregio:

 

  • Il materiale informativo è scarso, non aggiornato e di pessima qualità grafica e fotografica, anche in ragione dell’assenza di convenzioni con Editori specializzati.
  • Le guide sono presenti in numero insufficiente e non provviste di adeguata preparazione.
  • Non è previsto il pagamento di un biglietto d’ingresso.
  • Gli orari di visita sono del tutto insufficienti.
  • Le visite sono programmate ad orari differenti fra il monastero e l’abbazia.
  • I servizi accessori sono del tutto inesistenti (servizi igienici, bar, ristorante bookshop).
  • Gli edifici circostanti sono tutti vuoti e in stato di abbandono.
  • Non è possibile effettuare riprese fotografiche se non dietro pagamento.
  • Il parcheggio per le automobili è insufficiente e in pessimo stato.
  • Non è previsto alcun collegamento turistico con la città di Pavia.

 

Riteniamo quindi che la gestione complessiva della nostra Certosa sia ben al di sotto degli standard europei e nazionali e presenti alcuni punti critici di insostenibile assurdità. Pertanto proponiamo una serie di interventi a nostro avviso inderogabili per evidenti ragioni economiche, turistiche e culturali:

 

  • Il pagamento di un biglietto d’ingresso che, ipotizzato in media pari a cinque euro a persona, permetterebbe l’incasso di una cifra compresa fra i tre milioni cinquecento mila e i cinque milioni di euro l’anno, stante una media di visitatori annui compresa fra i settecentocinquantamila e il milione. Tale enorme introito consentirebbe di avviare i necessari restauri e di impiegare come personale qualificato nei vari servizi circa trenta addetti.
  • La creazione di una Fondazione per la gestione del complesso con la partecipazione dello Stato e di privati.
  • La creazione di una Fondazione culturale e di un Centro Studi di elevato prestigio
  • La nascita per conseguenza di numerosi posti di lavoro sia all’interno delle Fondazioni, per la gestione di tutti i servizi, che in nuove attività commerciali accessorie.
  • La creazione di collegamenti con la città di Pavia mediante navette stradali dirette al Centro Storico del capoluogo.
  • Una linea interna di collegamento fra l’Abbazia e la stazione ferroviaria di Certosa di Pavia, posta sulla linea per Milano e Genova.
  • La trasformazione dell’annessa azienda agricola, ora gestita in modo sommario, in un agriturismo di pregio.
  • La richiesta di accesso ai fondi stanziati per l’Expo 2015 allo scopo di avviare la revisione gestionale e gli interventi di restauro divenuti inderogabili.

 

 

Emilio D’Adamo e Giorgio Portinaro

(addetti stampa Ass. Pavia Monumentale)

 

 

Nota: Questo documento è dedicato alla cara memoria degli amici Mario De Canibus e Nicola Iacobuzio

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