Pavia Monumentale
E

TUTELA E VALORIZZAZIONE

 

 

Il Lunedì – 11 ottobre 2010

 

I PROGETTI " LUCI E SPECCHI " E  "IL FIORE SUL MONCONE" (Vedi allegato)

 

 

 

 

 

 

Del concorso di idee indetto dal Comune di Pavia.

 

Considerazioni sullo stato di conservazione di Piazza del Duomo e sul concorso di idee per ridare dignità e decoro ai resti della Torre Civica di Pavia.

 

Il quotidiano locale del Pavese, nel numero di domenica 19 settembre, ha messo in risalto con eloquenti immagini la sudicia e inaccettabile situazione in cui versa Piazza Duomo, quotidianamente occupata da schiere incontrollate di maleducati che vi bivaccano nelle ore serali e notturne e la riducono a un immondezzaio.

 

Le autorità locali sembrano non preoccuparsi di questa incresciosa situazione: una così palese manifestazione di disinteresse per uno dei siti a maggiore valore storico, simbolico e architettonico della nostra città ci infonde una insopprimibile tristezza.

 

A tale avviso, il Comune di Pavia, invece di intervenire per far cessare lo scempio, ha avuto invece la straordinaria pensata di indire un concorso nazionale di idee per una sistemazione, più scenografica che effettiva, del moncone della Torre Civica crollata il 17 marzo 1989.

 

Da alcuni giorni Sappiamo che il Concorso si è chiuso con la vittoria del progetto di un architetto genovese, "luci e specchi" che rammenta il cosiddetto trompe l’oeil, ossia ricorda la tecnica pittorica che consiste nel creare l’illusione del reale. Tale progetto si basa sulla creazione di un gioco di luci e specchi che dovrebbe far rivivere l’immagine di una torre riflessa nell’acqua, contenuta in una vasca che si propone di collocare nel vano del moncone medesimo.

 

I resti millenari della Torre Civica non sarebbero in alcun modo protetti e resterebbero come ora alla mercé dei vandali e alla corrosione provocata dagli agenti atmosferici. Tra non molto tempo non vi sarebbe più alcuna traccia della mirabile costruzione romanica, come del resto avviene da anni per le sue parti residue, ancora preziose e recuperabili, che giacciono fra le sterpaglie nel fossato del Castello Visconteo.

 

 

 

 

 

 

All’annuncio del Concorso di Idee, l’associazione Amici della Torre – Pavia Monumentale ha manifestato prontamente il suo parere sfavorevole e ha sconsigliato l’Amministrazione a procedere in tal senso: non per un innato pregiudizio, ma perché consapevoli che tale procedura avrebbe dato libero sfogo alle soluzioni più inadatte e strampalate, come si è poi prontamente verificato.

 

Nell’intento di dimostrarci egualmente collaborativi, il nostro socio Arch. Teresio Fasani, con la consulenza dell’Arch. Ing. Giancarlo Pepe, ha comunque presentato un suo progetto al concorso, mirante a conservare e salvare le murature residue coprendo il moncone con una struttura non invasiva, leggera, trasparente ed esteticamente gradevole – dalla suggestiva simbologia di un fiore che rinasce dalle macerie -, perfettamente rimovibile. La giuria non l’ ha preso in considerazione.

 

Si sa che nessuno è profeta in patria, specie nella nostra città!

 

Ci chiediamo quindi: come hanno potuto approvare il progetto "luci e specchi" i rappresentanti della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici e di quelli ai Beni Archeologici, presenti nella commissione giudicante? (Non una parola è stata usata per la mancata protezione dei resti e la mancata occasione della riscoperta dei resti romani sottostanti la strada!).

 

Per quale ragione nessun rappresentate della nostra associazione è stato chiamato a far parte della commissione giudicatrice?

 

Temiamo invece che la realizzazione del progetto vincente darebbe il colpo di grazia definitivo all’auspicato percorso storico e archeologico, più volte da noi caldeggiato, e acclarato con la soluzione presentata al concorso in oggetto, che emergerebbe dal collegamento fra la torre, la cripta del Duomo e il Broletto, coinvolgendo in un percorso turistico di pregio Piazza Duomo, Piazza Cavagneria e Piazza della Vittoria.

 

Comunque tanta colpevole trascuratezza non data da oggi, ma risale almeno al cervellotico rifiuto del finanziamento per la ricostruzione totale della Torre che era stato ottenuto grazie all’impegno del Sottosegretario ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi e del parlamentare pavese Enzo Ravetta.

 

Il progetto accolto "luci e specchi" è un mero palliativo, non potrà produrre alcun miglioramento allo stato della Piazza e in particolare alla pulizia e al decoro in quanto i vandali avranno un elemento in più per sfogarsi prendendo di mira il piccolo bacino d’acqua. Quest’ultimo inoltre rischierebbe di provocare ulteriore umidità tale da danneggiare in maniera più gravosa una struttura deperibile, senza contare la proliferazione di zanzare e altri insetti dannosi: la vasca avrebbe bisogno di una quotidiana e costante opera di pulizia che dubitiamo verrà fatta.

 

Crediamo che in nessuna città si sia mai pensato di riportare un’opera al suo valore originario solo con luci e specchi, Il cui effetto per lo più si coglierebbe solo di sera.

 

Il sommo urbanista settecentesco Piranesi, nel momento in cui doveva operare in un contesto di edifici storicamente rilevanti, procedeva senza eseguire la benché minima modifica del contesto sempre attento al rispetto dello spirito del luogo.

 

Un gioco di luci e specchi in Piazza del Duomo risulterebbe del tutto privo di connessione con la realtà urbanistica circostante e verrebbe ad intaccarla nei suoi aspetti di maggior prestigio, senza contare che si tratta di una soluzione tutt’altro che innovativa, essendo già stata proposta in numerose altre situazioni.

 

Associazione Pavia Monumentale.

Testo redatto da: Emilio D’Adamo, Gianfranco De Paoli, Carlo Mogliati, Giancarlo Pepe, Marco Piacentini, Giorgio Portinaro, Teresio Fasani.

© 2019 Associazione Pavia Monumentale - Amici della Torre

Vicolo Novaria, 4 - 27100 Pavia

 

Tel.: +39 0382 33762

E-mail: segreteria@paviamonumentale.it